{"id":207,"date":"2023-09-06T13:47:34","date_gmt":"2023-09-06T11:47:34","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/wps\/?p=207"},"modified":"2025-11-21T12:35:45","modified_gmt":"2025-11-21T11:35:45","slug":"i-frutti-di-bosco-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.danielafaggiano.it\/wps\/?p=207","title":{"rendered":"I frutti di bosco"},"content":{"rendered":"\n\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.danielafaggiano.it\/wps\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/FruttidiBosco-370x250-1.jpg\" alt=\"FruttidiBosco-370x250-1\" itemprop=\"image\" height=\"250\" width=\"370\" title=\"FruttidiBosco-370x250-1\" onerror=\"this.style.display='none'\" loading=\"lazy\" \/>\n\t<p><strong>I FRUTTI DI BOSCO<\/strong><\/p>\n<p>I frutti di bosco sono conosciuti per essere &#8220;super-food&#8221;, termine reboante che non indica assolutamente nulla. O meglio: per\u00a0super-food si dovrebbe indicare un alimento che, per le sue caratteristiche intrinseche, \u00e8 in grado di determinare una significativa riduzione dei fattori di rischio ossidativo, metabolico e cardiovascolare, e quindi si dimostra utile per la\u00a0prevenzione\u00a0di diverse patologie. In realt\u00e0 nessun alimento,\u00a0di per s\u00e9, \u00e8 in grado di fare la differenza sulla salute.<\/p>\nQuello che conta \u00e8 l&#8217;alimentazione\u00a0nel suo complesso.<br \/>\nAd esempio, \u00e8 risaputo che il t\u00e8 verde, grazie al suo contenuto di\u00a0epigallocatechine, \u00e8 utile per controllare la pressione cardiaca e l&#8217;insulino-resistenza: bere due tazze di t\u00e8 verde al giorno vi aiuta? Dipende: se nel resto del tempo pasteggiate con piattoni di tagliatelle, carne alla brace e merendine, direi proprio di no; se invece la vostra alimentazione \u00e8 complessivamente sana ed equilibrata, ecco che il consumo regolare di t\u00e8 verde pu\u00f2 essere un prezioso\u00a0plus. Ovviamente bisogna prestare attenzione anche alla\u00a0qualit\u00e0\u00a0del t\u00e8 scelto: un conto \u00e8 scegliere le preziose foglioline sfuse ed integre coltivate sugli altipiani cinesi e giapponesi, tutt&#8217;altro discorso \u00e8 prendere il t\u00e8 in bustina di una marca commerciale, dalle foglie spezzate, annerite e ossidate, e magari coltivate in prossimit\u00e0 di aree urbane\u00a0molto inquinate\u00a0(non sono pochi gli studi scientifici che attestano alti livello di metalli pesanti in molte marche di t\u00e8 commerciale&#8230;).\nIn relazione ai frutti di bosco, trovo\u00a0quasi preoccupante\u00a0che se ne incentivi il consumo spingendo sul tasto salutistico. Esistono infatti almeno quattro considerazioni da porre in primo piano prima di sbandierarli come alimento miracoloso:<br \/>\n&#8211; Innanzitutto, i frutti di bosco (e i derivati: succhi di frutta, marmellate e via dicendo) che troviamo in commercio sono\u00a0di serra, e non selvatici. Gli\u00a0antiossidanti\u00a0per cui vengono tanto decantati sono molecole che la pianta produce per difendersi dagli attacchi esterni degli insetti e, in parte, di agenti atmosferici avversi alla loro crescita; quando mangiamo frutti di bosco\u00a0selvatici\u00a0il loro potere antiossidante \u00e8 veramente elevatissimo, mentre se consumiamo prodotti\u00a0di serra\u00a0il contenuto di agenti positivi \u00e8 estremamente ridotto. Il motivo \u00e8 semplice: vengono irrorati di fertilizzanti e pesticidi, e vengono coltivati in serre che garantiscono le condizioni di crescita ideali, quindi la pianta non ha bisogno di sforzarsi a produrre molecole difensive. E&#8217; un po&#8217; come se voi non usciste mai di casa quando piove: che bisogno avete di comprare dieci ombrelli?<br \/>\n&#8211; Secondo enorme problema: i\u00a0pesticidi. I frutti di bosco sono molto delicati: \u00e8 sufficiente una piccola variazione delle condizioni climatiche o un attacco da certi insetti per poter decimare un raccolto o poterlo rovinare al punto da renderlo invendibile. I coltivatori di piccoli frutti non possono permettersi un simile rischio, quindi si fanno pochi scrupoli a usare prodotti chimici che preservino le piantine:\u00a0vantaggio\u00a0per il produttore,\u00a0svantaggio\u00a0per il consumatore (che, magari, \u00e8 anche attratto dai mirtilli pi\u00f9 belli e tondi, o dalle fragole pi\u00f9 grosse e lucenti&#8230;). L&#8217;esposizione al pesticida \u00e8\u00a0totale: non ci sono foglie esterne (come per i cavoli) o scorze dure (come per gli agrumi) a fare da filtro; tutta la chimica di cui i frutti di bosco sono irrorati viene assorbita prima dai frutti stessi e poi, inevitabilmente,\u00a0dal nostro organismo.<br \/>\n&#8211; Il commercio di frutti di bosco freschi rappresenta una minima percentuale del loro mercato: i piccoli frutti sono venduti perlopi\u00f9 come surgelati, marmellate, succhi di frutta concentrati, disidratati o polverizzati. Ogni\u00a0trattamento termico\u00a0che subiscono comporta un impoverimento di sostanze antiossidanti, vitamine e minerali; di pari passo vengono concentrati gli zuccheri. Ne risulta un prodotto di\u00a0scarsa qualit\u00e0 nutrizionale,\u00a0inutile\u00a0ai fini salutistici. Sottolineo quest&#8217;aspetto perch\u00e9 pi\u00f9 di una volta mi \u00e8 capitato di parlare con pazienti che consumavano quotidianamente succhi di frutta al mirtillo pensando le potesse aiutare a migliorare un microcircolo fragile, segnato da vene varicose e capillari in evidenza. In realt\u00e0, quei 200 ml di succo regalavano loro circa 30-35 g di zucchero ogni giorno (zucchero dei mirtilli stessi), senza alcuna protezione da molecole positive o presenza di fibra.<br \/>\n&#8211; Le molecole benefiche per le quali i frutti di bosco, e i mirtilli in particolare, sono tanto conosciuti si chiamano\u00a0polifenoli: diversi studi li hanno messi in relazione ad un diminuito rischio di malattie cardiovascolari, formazione di colesterolo ossidato, aterosclerosi, diabete II e malattie neurodegenerative. Queste evidenze scientifiche sono molto ben documentate, il problema -come sempre- non ha nulla a che vedere con una presunta falsit\u00e0 delle notizie circolanti, bens\u00ec con la\u00a0dose effettiva\u00a0che possa essere efficace sull&#8217;uomo. Vale a dire: quanti frutti di bosco devo mangiare ogni giorno per poter beneficiare delle loro propriet\u00e0 positive? Impossibile dare una risposta: il contenuto di polifenoli varia da 48 a 304 mg per etto di frutti di bosco (quello di\u00a0antociani, altri antiossidanti, da 25 a 495 mg\/100 g), e dipende dalla cultivar, dalla condizioni di maturazione e dai trattamenti che i piccoli frutti hanno sub\u00ecto. Gli studi scientifici che indagano le propriet\u00e0 positive per l&#8217;uomo sono piuttosto discordanti riguardo le\u00a0quantit\u00e0 giornaliere di assunzione\u00a0di polifenoli: c&#8217;\u00e8 chi parla di 400 mg\/giorno, chi di quasi 1 grammo al giorno: le quantit\u00e0 corrispondono a 100-300 g di frutti di bosco in condizioni ottimali, o a pi\u00f9 di un kg qualora la maturazione non fosse completa o il prodotto fosse stato trasformato in succo di frutta o marmellata. A seconda del trattamento termico o meccanico che i frutti di bosco subiscono si ha una diminuzione pi\u00f9 o meno consistente del contenuto di polifenoli e antociani: consultando\u00a0questa tabella\u00a0potete farvi un&#8217;idea.\n<p>Insomma,\u00a0impossibile definire dosi di riferimento\u00a0per le quali i frutti di bosco si rivelino essere veramente benefici per la salute: se vi piacciono, nulla vi vieta di consumarli, anzi! Cercate di fare attenzione a consumarli solo se di\u00a0buona qualit\u00e0\u00a0(ricordate l&#8217;alto livello di assorbimento dei pesticidi!), ma non fatevi abbindolare da ridicoli messaggi di marketing facile: una coppa di frutti di bosco a fine pasto vi toglier\u00e0 la voglia di dolce, apporter\u00e0 un po&#8217; di vitamine e minerali e una manciata di antiossidanti, ma non sar\u00e0 in alcun modo in grado di proteggervi da rischi metabolici o cardiovascolari. Men che meno se i frutti di bosco vengono consumati come marmellate, succhi o surgelati (a fronte, invece, di un elevato apporto di zuccheri concentrati).<\/p>\nIn generale,\u00a0guardate sempre con sospetto la vendita di prodotti alimentari decantati essere &#8220;super-food&#8221;: non \u00e8 altro che (costosa!) moda. Una stagione sono le bacche di Goji, quella successiva i semi di chia; un anno \u00e8 il cacao crudo, quello successivo la polvere di baobab. \u2028Non dimenticate mai che:<br \/>\n1. E&#8217; impossibile determinare\u00a0quanti grammi\u00a0di un dato alimento \u00e8 necessario assumere (e per quanto tempo) per poter avere benefici a prescindere da ogni altro fattore (ossia, quanto e quando questo consumo sia benefico a prescindere dal resto della vostra alimentazione, dall&#8217;attivit\u00e0 fisica praticata, dai livelli di stress o dall&#8217;uso di nicotina, ad esempio).<br \/>\n2. Le molecole per le quali il cibo \u00e8\u00a0davvero\u00a0in grado di diminuire i fattori di rischio per malattie (omega3, antiossidanti, grassi monoinsaturi, CLA&#8230;) sono\u00a0variabili\u00a0in funzione di fattori impossibili da conoscere per il consumatore finale (maturazione, uso di pesticidi, crescita in serra, cultivar, atmosfera di crescita&#8230;). \u2028Ha senso esaltare il cioccolato per il ricco contenuto di ferro quando a ben guardare il contenuto\u00a0per porzione\u00a0\u00e8 irrisorio, e soprattutto scarsamente biodisponibile sia a causa della tostatura del cioccolato, sia per il contenuto di tannini che ne rendono difficoltoso l&#8217;assorbimento intestinale? Ecco, discorsi del genere possono essere estesi a molti altri esempi: il calcio nei semi di chia, gli omega3 nei semi di lino, il resveratrolo nel vino&#8230;<br \/>\n3. Dato pi\u00f9 importante di tutti.\u00a0A fare la differenza sulla nostra salute non \u00e8 mai un singolo indicatore, ma la nostra alimentazione nel suo complesso.\n<p>Cerchiamo di mangiare in modo vario ed equilibrato, colorato e saporito; evitiamo cibo confezionato e industrializzato: scegliamo pi\u00f9 dalla terra e meno dallo scaffale. Indirizziamoci verso un&#8217;alimentazione a base vegetale, senza per questo demonizzare le proteine animali. Ma non fidiamoci mai di chi decanta le virt\u00f9 di un singolo alimento.<\/p>\nBibliografia<br \/>\n&#8211; A.Michalska, G.Lysiak &#8211;\u00a0Bioactive compounds of blueberries: post-harvest factors influencing the nutritional value of products\u00a0&#8211; Int J Mol 2015 Aug;16(8): 18642-18663<br \/>\n&#8211; S.Skrovankova, D.Sumczynski, J.Micek, T.Jurikova, J.Sochor &#8211;\u00a0Bioactive compounds and antioxidant activity in different types of berries\u00a0&#8211; Int J Mol 2015 Oct;16(10): 24673-24706\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I FRUTTI DI BOSCO I frutti di bosco sono conosciuti per essere &#8220;super-food&#8221;, termine reboante che non indica assolutamente nulla. 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